Fiducia o Infedeltà Aziendale?

L'infedeltà aziendale é una delle cause di degrado delle aziende.

Cos'é l'infedeltà aziendale?

Con il termine infedeltà aziendale si intendono tutte le azioni commesse dai propri dipendenti o soci di affari che violano l'‘obbligo di fedeltà’. Un comportamento infedele da parte del dipendente può presentarsi in diversi modi: concorrenza sleale, diffusione di dati privati o qualsiasi altro documento che infrange la lealtà verso il proprio datore di lavoro.
La maggior parte degli imprenditori crede che i propri dipendenti e collaboratori siano sempre fedeli e lontani dall'operare contro la propria attività. Purtroppo l'infedeltà dei dipendenti, risulta essere tra i primi posti tra le frodi più temute dalle imprese italiane. Più del 45% delle imprese italiane é vittima di frodi da parte dei propri dipendenti o collaboratori, con ingenti danni economici. Per correre ai ripari, le imprese affidano il caso ad agenzie investigative, che possono evidenziare le prove sui danni e gli ammanchi recati all'azienda.
Di seguito, vedremo cosa prevede la legge in merito e analizzeremo una sentenza attuata la giurisdizione relativa all’infedeltà aziendale.
 

              
 

Cosa stabilisce la legge per l’infedeltà aziendale?

La normativa sull'Obbligo di Fedeltà trova spazio nell’articolo 2105 del Codice Civile é stabilisce:
 

Il prestatore di lavoro non deve trattare affari, per conto proprio o di terzi, in concorrenza
con l’imprenditore,né divulgare notizie attinenti all’organizzazione e ai metodi di produzione
dell’impresa,o farne uso in modo da poter recare ad essa pregiudizio
”.


In parole più semplici, la legge vieta al dipendente di assumere comportamenti sleali o lesivi nei confronti dell’azienda presso cui è assunto. Più precisamente ii divieto di svolgere attività concorrenziali e l'obbligo di mantenere il riserbo più assoluto in merito alle informazioni sensibili, ad esempio su flussi economici, bilanci, dati relativi ai clienti o fornitori. Se il dipendente non rispetta l’obbligo di fedeltà verso l’azienda, secondo la gravità dell’infrazione possono scattare sanzioni disciplinari come stabilito dall' art. 2104.

 

Procedure per una corretta analisi

Come regolamentato dalla Grande Camera della Corte europea sui diritti dell’uomo, é stabilito che le comunicazioni personali possono essere soggette a limitazioni solo se il lavoratore sia stato preventivamente informato del possibile controllo sulla corrispondenza aziendale, oltre che delle modalità e delle ragioni che lo giustificano. Per cui il datore di lavoro ha il diritto di controllare il proprio dipendente nell’utilizzo delle strumentazioni aziendali, salvo che esso sia stato avvisato in precedenza del possibile monitoraggio.
Le verifiche e i controlli svolti senza che il dipendente sia stato avvisato, saranno privi di valore giuridico e quindi inutilizzabili per un eventuale provvedimento disciplinare.
 

    


Quali sono le precauzioni per il titolare?

Il monitoraggio delle apparecchiature elettroniche (di proprietà dell'azienda) utilizzate dai dipendenti per svolgere le proprie mansioni. Adottando specifiche misure di sicurezza sui propri computer, tablet o smartphone aziendali é possibile rilevare le azioni di tutti i dipendenti che ne fanno utilizzo. Un esempio pratico? L'avvio di una verifica della presenza di file "infetti" sui pc aziendali, giustifica il controllo e permette di far emergere eventuali accessi a caselle di posta personali o visite su siti non attinenti all’attività lavorativa, tutte azioni che potranno far scattare la contestazione disciplinare.

Riprese video e registrazioni sul luogo di lavoro, in questo caso se si scegliesse di attuare sistemi di sorveglianza sugli impiegati (video registrazioni o registrazioni audio) potranno essere adottati e installati unicamente, a seguito di un accordo con i sindacati aziendali e i rappresentanti sindacali, o su autorizzazione della Direzione territoriale del lavoro, giustificando il bisogno sulla base di necessità organizzative, produttive o di sicurezza del lavoro.

L'indagine investigativa rimane la scelta più attuata dagli imprenditori italiani, si può affidare la verifica dell'infedeltà ad un investigatore privato, l'indagine é consentita dalla legge purchè avvenga al di fuori dagli orari lavorativi e dalla sede dell’azienda, durante le indagini il detective potranno esaminare i comportamenti del lavoratore, raccogliendo le prove necessarie alla verifica dell'infedeltà aziendale.


Una lavoratrice non proprio "diligente"

 

Chattare su Facebook con il telefono aziendale rivelando informazioni aziendali é costato la perdita del posto di lavoro alla lavoratrice barese non proprio "diligente", come documentato nella sentenza n. 2636 del giugno 2018.
Il Tribunale dopo aver deciso che il datore di lavoro poteva utilizzare in giudizio gli screenshot dei messaggi privati ha ritenuto legittimo il suo licenziamento. La protagonista è una segretaria che aveva installato sul cellulare aziendale l’applicazione Facebook associata al suo profilo personale. La dipendente trovandosi a casa per malattia, ha restituito il telefono aziendale, sul quale però continuavano ad arrivare i messaggi da terze aziende, messaggi che il datore di lavoro a prontamente archiviato.
Dalle svariate conversazioni registrate é emerso che oltre ad intrattenere numerose conversazioni private in orario di lavoro, la dipendente “infedele” rivelava informazioni e notizie aziendali riservate ad altre imprese concorrenti sul mercato. Tutte queste circostanze sono state decisive per il giudice che ha immediatamente integrato la giusta causa di licenziamento. La sentenza ha inoltre precisato che:

"l’azienda può controllare i propri dipendenti per evitare possibili aggravamenti delle loro condotte."
 

Nel caso attuale, la lavoratrice aveva indebitamente installato l'applicazione (con profilo privato) sul telefono aziendale, dal quale oltre che svolgere attività private si prestava a fornire tramite i nominativi ed i numeri di telefono di promotori finanziari utili ad imprese concorrenti.
La condotta è stata ritenuta talmente grave da interrompere immediatamente il rapporto di fiducia con l’azienda. Determinanti per la sentenza furono gli screenshot della messaggistica Facebook portati in udienza dal datore di lavoro.

 

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assicurando professionalità e riservatezza in tutti i suoi incarichi.

“La fiducia é bene, il controllo é meglio - Lenin”

Danilo Conti

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